Abbiamo avuto la possibilità di poter vedere da vicino i nuovi padiglioni dell’Ortomercato, accompagnati da Ermanno Tritto, responsabile delle relazioni istituzionali di Sogemi .

Si avvicina la data del 22 aprile quando avverrà la prima apertura, e i lavori fervono per allestire impianti e postazioni per le ditte di ortofrutta che saranno incluse nel primo lotto di trasferimenti dalla vecchia struttura.
Quali sono le caratteristiche principali del nuovo padiglione? Tutto punta sull’evoluzione tecnologica e ambientale e balzano subito all’occhio le nuove pedane rialzate che permetteranno lo scarico e il carico diretto dei prodotti dai pianali dei furgoni evitando il faticoso spostamento a quota strada del passato. Ampie porte immetteranno ai moduli assegnati alle ditte (da uno a tre), i quali si affacciano anche lungo un ampio corridoio a tutta altezza al centro dell’asse più lungo del padiglione (nord-sud) dove si muoveranno gli acquirenti e i muletti per lo spostamento della merce venduta. Tutto sfrutterà i massimi livelli di automazione per la gestione della merce.
La nuova stecca è composta da 4 padiglioni in strutture prefabbricate uniti dal grande corridoio centrale, tutto su un unico livello; saranno le singole ditte a decidere se realizzare i soppalchi per eventuali zone ufficio. Bagni e uffici stanno sorgendo nei blocchi che separano i quattro padiglioni.

Un vecchio padiglione; notare la copertura alquanto pregevole

Nuovo padiglione

Il primo nuovo padiglione che aprirà

Dal punto di vista ambientale, due sono i punti di forza, l’uso della geotermia in accordo con A2A per raffrescare e riscaldare i padiglioni e l’abbondante posa di pannelli fotoelettrici che concluderanno l’allestimento della grande distesa piana di copertura.

Lo spostamento che inizierà ad aprile avverrà per fasi, nel nuovo blocco di quattro padiglioni A, B, C, D verranno prima trasferiti gli operatori che ora operano nei vecchi padiglioni D e C. Il trasferimento sarà completato a giugno e da quel momento inizierà la demolizione del vecchio padiglione D (quello più a sud) per permettere la costruzione del secondo blocco di quattro padiglioni gemello di quello in via di completamento, nel quale verranno trasferiti gli operatori che operano nei vecchi padiglioni A e B.
Come vi abbiamo già anticipato, il vecchio padiglione A sarà l’unico a non essere demolito ma recuperato e rifunzionalizzato. Osservando i vecchi padiglioni, molti sono i dettagli architettonici interessanti che abbiamo potuto notare, dalla copertura a shed agli imponenti dettagli strutturali, ma anche le scritte tridimensionali che servivano a orientare operatori e clienti e che, speriamo, verranno recuperate ed esposte nuovamente.