La notizia è dell’8 febbraio: la Giunta ha approvato la partecipazione del Comune di Milano alla nuova edizione di Reinventing Cities mettendo a bando l’edificio di via Zama 23 (ex scuola elementare con palestra pertinenziale) per destinarlo a edilizia universitaria e sociale.
Nella pagina dedicata sul sito di Reinventing Cities si legge: “La trasformazione deve privilegiare un mix funzionale e sociale, puntando verso obiettivi di riqualificazione ambientale e urbana; dovrebbe dare priorità a soluzioni tecniche e progettuali innovative in termini di riduzione del carbonio, economia circolare e adattamento ai cambiamenti climatici. Dovrebbe essere previsto un progetto di rigenerazione urbana dell’intera area, volto a valorizzarne sia il valore ambientale che quello sociale, riqualificando il tessuto edilizio urbano esistente. La trasformazione dovrebbe accogliere l’edilizia universitaria e sociale, nonché spazi per usi e funzioni supplementari. Il progetto darà priorità alla creazione di spazi verdi urbani e servizi connessi, promuovendo l’inclusione sociale e uno stile di vita sostenibile.”

Il retro dell’edificio

Se le premesse e gli obiettivi sono sempre ineccepibili, non lo sono sempre i risultati, e il fatto che il bando sempre di Reinventing Cities sull’area fra via Salomone e via Zama sia andato deserto ci preoccupa.
Se vogliamo rimanere positivi, speriamo che il bando garantisca anche le compatibilità economiche per l’operatore che vorrà presentare un progetto coerente con le finalità e le prescrizioni del bando stesso; questa ultima possibilità non va sprecata, dopo tutti i fallimenti degli ultimi decenni.
In questa partecipazione dell’edificio di via Zama 23 a Reinventing Cities, il Comune di Milano sperimenterà interventi congiunti con l’Agenzia nazionale del Demanio, che avrà la possibilità di acquisire in diritto di superficie gli spazi dell’ex asilo e delle aree verdi pertinenziali per pubbliche finalità.

 

 

 

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