Potremmo dire che non c’è il due senza il tre, anche se quando due anni fa avevamo pubblicato Porta Vittoria, che storia! non ci saremmo aspettati quel riscontro positivo che abbiamo avuto (e oggi siamo alla seconda ristampa!).
Ci siamo quindi dedicati nel 2025 a Porta Romana con Porta Romana, che storia!, a cavallo dei municipi 4 e 5, e quest’anno ci siamo spostati a Porta Monforte, l’altro quartiere del municipio 4 confinante (e sconfinante) con il municipio 3.
Tre quartieri sorti intorno alle tre porte delle Mura spagnole, che delimitano un settore importante della Milano cresciuta a est, oltre i bastioni, a partire dalla fine dell’Ottocento, con storie e vocazioni diverse, che sono riusciti a mantenere nel tempo la propria identità, pur nelle trasformazioni urbane e sociali da cui sono stati attraversati.

La “nostra” Porta Monforte inizia appena fuori le mura, dall’attuale piazza del Tricolore lungo tutto quell’importante asse urbano che arriva fino al termine di viale Argonne, dove “si chiude” con l’imponente basilica dei Santi Nereo e Achilleo.
Un asse di quasi due chilometri, con la sua fitta trama di vie a nord e a sud: una direttrice urbana che è molto più di un susseguirsi di corsi e viali, ma che è un vero boulevard, come nella Parigi di Hausmann.
Abbiamo raccolto sotto “Porta Monforte” anche il quartiere dell’Acquabella, dal nome delle cascine presenti al termine di corso Plebisciti, perché l’asse che li collega non permette divisioni. La sua riqualificazione in superficie, conseguente alla costruzione della M4, e il collegamento sotterraneo veloce creato dalla Linea blu hanno dato una nuova identità comune a quest’area.
Anche questo libro nasce da un lavoro collettivo: ci siamo letteralmente immersi negli archivi e nel quartiere, raccogliendo testimonianze, visitando e fotografando luoghi, ricostruendo le tante storie che vi accompagneranno nella lettura. Siamo rimasti stupiti e sorpresi da quanto si può scoprire dietro una facciata, lungo una via, oltre una vetrina, persino nel sottosuolo.
Che cosa ci ha colpito di più? Sicuramente la bellezza urbana dell’asse Concordia-Indipendenza-Plebisciti-Argonne, nato e sviluppatosi gradualmente, a partire dalla fine dell’Ottocento, grazie al Piano Regolatore Beruto del 1889. Leggere le storie e guardare le immagini del libro è come vedere scorrere sotto i nostri occhi la crescita di questa importante parte di città.
Altrettanto attraente la bellezza architettonica degli edifici: case signorili, villini, begli esempi di edilizia pubblica, anche monasteri e perfino ciò che resta di un “castelletto”. Sono prevalentemente le vie laterali a offrirci un variopinto campionario degli stili architettonici del Novecento: Liberty, Art Déco, Funzionalismo, Razionalismo, Modernismo.
Accanto alla vocazione residenziale, c’è stata e c’è ancora un’importante presenza di presìdi sociali: l’Opera San Francesco in primis, ma anche istituzioni pubbliche (ad esempio, il vecchio Brefotrofio di piazzale Dateo, che ha fatto la storia della moderna assistenza all’infanzia) e private, di cui sono state protagoniste le famiglie della vecchia borghesia milanese.
E tra i numerosi ricordi… la Ricordi! Presente in questo quartiere per 76 anni, ha fatto di Milano la capitale della musica.
Potremmo scriverci un libro… Ma l’abbiamo fatto!
Aspetta solo di essere letto da voi: siamo sicuri che proverete lo stesso stupore che ci ha accompagnato in tutti questi mesi.
Stefania Aleni – Giovanni Luca Minici
PORTA MONFORTE, che storia!
Percorso nello spazio e nel tempo di un quartiere di Milano
A cura di Stefania Aleni e Giovanni Luca Minici
Prefazione di Massimiliano Finazzer Flory
Ed. QUATTRO 204 pagine – 245 immagini.
Prezzo di copertina € 25,00
