Acque agitate il 24 aprile durante la seduta della Commissione Verde del Municipio 4. La presentazione del progetto di depavimentazione di piazza Imperatore Tito ha sollevato numerose perplessità sia da parte di consiglieri sia dei cittadini che vivono a ridosso dello slargo. Nel numero di novembre vi avevamo presentato il primo progetto della cosiddetta depavimentazione. Un’operazione che rientra nell’ottica del miglioramento della sostenibilità urbana tramite l’aumento delle superfici verdi e di drenaggio diretto delle acque tramite l’eliminazione di superfici artificiali quali asfalto o cemento. Il 24 aprile è stato presentato il progetto definitivo che entra maggiormente nel dettaglio ridefinendo alcuni aspetti come gli accessi carrabili ai civici 5 e 8 di piazza Imperatore Tito, prima non considerati, e una generale revisione delle carreggiate e della definizione degli spazi.

progetto di depavimentazione
A suscitare particolari obiezioni sono gli aspetti che riguardano la viabilità e la perdita di posti auto. L’indirizzo è, ovviamente, quello della riduzione del traffico privato, ma emerge subito una forte incongruenza tra questo proposito e il progetto. L’eccessiva riduzione della larghezza delle carreggiate sia di via Pistrucci sia di via Oltrocchi crea una strettoia nel punto in cui l’arteria (che da piazzale Cuoco conduce fino in centro) attraversa piazza Imperatore Tito eliminando inoltre qualsiasi possibilità di sosta per le auto e per le moto. In più, sull’area dell’intervento insisteranno ben tre attraversamenti pedonali (distanti circa 50 metri l’uno dall’altro) lungo via Pistrucci e due su via Oltrocchi a distanza di circa 30 metri, oltre a tre passi carrai, inclusi quelli del civico 8 che servono in entrata e uscita i piani interrati con 217 box auto.
Tutto ciò, associato al maggior traffico creatosi nell’intersezione Pistrucci/Umbria dopo la chiusura dell’attraversamento di via Ennio, rischia di creare continui e importanti fenomeni di congestione. La prima conseguenza sarebbe un ostacolo per la linea bus 84, già fiaccata da tagli di frequenza e crisi del personale ATM, che si appresta, con l’apertura completa della M4, a diventare una nuova linea sommandosi alla parte restante del bus 94 verso Porta Volta. Ebbene c’è da chiedersi come l’intento di ridurre l’uso delle auto possa coincidere con la decisione di sfavorire il trasporto pubblico di superficie che sta già vivendo un periodo di crisi e che merita ormai da anni un deciso rilancio proprio in ottica di riduzione delle emissioni.
Il tutto quindi si riduce più a buone intenzioni che buone pratiche, con l’ennesimo taglio di 30 posti auto regolari, che si aggiunge a quelli persi con il cantiere BEIC e agli oltre 300 che spariranno con il completamento della preferenziale 92. Inoltre spariscono anche 10 posti per moto; il tutto rischia di aumentare la sosta abusiva soprattutto sui marciapiedi con un ennesimo danno per i pedoni. Ormai i marciapiedi sono sempre più terra di conquista impunita da parte di ogni tipo di veicolo.
In questo panorama già poco convincente vanno aggiunte alcune perplessità sollevate dall’Amministratrice del condominio di piazza Imperatore Tito 8 non solo riguardo al fatto che i condomini in auto dovranno percorrere parte della nuova piazza pedonale (fino anche a 20 metri di passaggio pedonale) per uscire dai box, ma cosa succederebbe quando AMSA dovrà ritirare le importanti quantità di rifiuti prodotte da un condominio così grande, non essendoci alcuno spazio predisposto in tal senso? Il compattatore dovrà per forza fermarsi lungo la stretta carreggiata paralizzando il traffico? In che condizioni dovrà operare il personale?
Non ultimo è emersa anche una perplessità sulla metà sud della piazza, su cui il progetto non interviene in alcun modo, sia sotto il profilo degli spostamenti sia sotto il profilo estetico con la conseguenza di creare due ambienti completamente diversi per cura degli arredi e funzionamento in una piazza tutto sommato piccola.